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Una docente viene offesa durante un'attività di DaD: possibile intromissione di soggetti terzi in piattaforma...

 22/05/2020
 Personale docente
 
Scuola digitale: classi digitali

#google #piattaforma #denunzia #classe #polizia #consiglio #resoconto #querela #formale #distrattamente
Domanda
Nell’Itis che dirigo, durante l’attività di Didattica a distanza su Google meet con una classe xxx, nell’ora di xx, vengono chieste alla docente diverse autorizzazioni all’ingresso in piattaforma che la docente sostiene di aver autorizzato distrattamente e senza verifica perché impegnata nello svolgimento della lezione. Partono a quel punto una serie di messaggi che interrompono continuamente la lezione, con scritte visibili sui monitor nelle quali la docente viene offesa con parole gravi (“xxx”, ecc.). La docente conclude la lezione, ma i fatti si ripetono in una successiva lezione. Contattato telefonicamente dalla docente, mi viene detto che intende sporgere denunzia penale alla Polizia postale. Le dico che non ho niente da obiettare, e che la scuola le sarà accanto per quanto di sua competenza. Suggerisco anche di sospendere la didattica a distanza su Google meet per tutta la classe per almeno una settimana, e di continuare la DAD con altri strumenti (registro elettronico, ecc.). Il consiglio di classe sembra essere d’accordo (allegato 1). Tuttavia una settimana dopo la docente insultata mi contatta questa volta per email e mi comunica freddamente che intende proporre in consiglio di classe un’azione penale della scuola nei confronti di quanto accaduto, e in effetti nel Consiglio di classe successivo, il consiglio di esprime per un intervento “formale” della scuola. La coordinatrice di classe mi trasmette con una mail il proprio resoconto dei fatti (allegato 1) e il verbale del Consiglio di classe (allegato 2). Ora in realtà io non ho idea su come procedere, né se ci sia un’obbligatorietà di una mia azione legale, anche perché essendo alla fine dell’anno, e visto che sappiamo che a compiere i “reati” potrebbero essere stati probabilmente compagni dell’anno precedente della classe, non più presenti perché bocciati o trasferiti, ma che condividevano la chat di whats app nella quale i nostri alunni si passavano il link di accesso alla piattaforma, a me pare esagerato procedere per via di denunzia alla Polizia postale.
Chiedo un vostro gentile parere su una materia così delicata e inedita.
Grazie cordiali saluti
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