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Come gestire eventuali richieste di lavoro agile presentate dopo il 31 gennaio 2021...

 10/02/2021
 Sicurezza sul lavoro, assicurazioni e servizi di prevenzione
 
Personale: telelavoro

#quarantena #emergenza #modalità #lavoro #isolamento #ministro #effettività #decreto #presenza #percentuale
Domanda
Gentilissimi,
pongo un quesito relativo alle eventuali richieste di smart working che potrebbero arrivare successivamente al 31 gennaio 2021. Il DL 2/2021 ha prorogato lo stato di emergenza al 30 aprile 2021. Il DPCM del 14 gennaio 2021, all'art. 5, comma 3, così recita: "le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 assicurano le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l'effettività del servizio erogato con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della Pubblica Amministrazione, garantendo almeno la percentuale di cui all'art. 263, comma 1, del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77". Allo stato attuale il Decreto del Ministro della PA che regolamenta il lavoro agile è quello del 23 dicembre 2020 il quale ha esteso al 31 gennaio 2021 le disposizioni del decreto del ministro della PA del 19 ottobre 2020 tra le quali quella relativa alla modalità semplificata di accesso al lavoro agile in ragione della quale, fino al 31 gennaio 2021, per accedere al lavoro agile non è richiesto l'accordo individuale di cui all'art. 19 della legge 81/2017.
Pertanto chiedo:
allo stato attuale, se non dovessero intervenire nuovi decreti del Ministro della PA, non è possibile ai dipendenti accedere al lavoro agile in maniera semplificata ma occorre procedere ai sensi dell'art. 19 della Legge 81/2017? ciò nonostante lo stato di emergenza sia stato prorogato al 30 aprile dal DL 2/2021?

Vi ringrazio per il supporto

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